La cucina di montagna di Norbert Niederkofler si aggiudica l’ambita terza stella della guida Michelin 2018 con il suo ristorante st. Hubertus, lo scrigno gourmet del resort Rosa Alpina in Alta Badia. La sua consacrazione diventa il simbolo di cos’è oggi l’alta cucina.

“Tre stelle emozionanti” questa la definizione degli ispettori della guida Michelin per la cucina del ristorante St Hubertus firmata dallo chef Norbert Niederkofler, consacrato tra i magnifici 9 dell’Olimpo della ristorazione italiana. Tre stelle che raccontano una visione: la prospettiva dell’alta cucina oggi, che non è fatta di soli ingredienti che puntano sul fattore extra-lusso o su una sala progettata dall’ultima archistar, ma che si elevano alla poesia, alla capacità di raccontare il lavoro di squadra dietro a un grande piatto, trasmettere il sapere e i prodotti del proprio territorio, d’indagarlo, di creare un legame che unisca cuoco-territorio-cliente.

Photo credits ANSA – Premiazione guida Michelin 2018

Ecco le parole della guida Michelin: “I piatti di Norbert Niederkofler, del ristorante St. Hubertus, sanno raccontare mille e una storia. I protagonisti sono la natura, la cultura e i gusti schietti e intensi delle sue montagne, la passione e la fatica quotidiana dei contadini e degli allevatori, la qualità eccelsa dei loro prodotti, le tradizioni e i metodi tramandati. L’impegno, la cura, la costanza che si sposano con l’entusiasmo e la leggerezza. Nei piatti di Norbert Niederkofler si gustano questi sapori, si vedono le montagne, si ascoltano queste storie. L’incontro con questa cucina non è un pasto, ma un’indimenticabile esperienza umana.”

Il cuore in montagna, la testa nel mondo

Esperienze nei migliori ristoranti lo hanno portato a viaggiare con l’obiettivo di apprendere nuove tecniche culinarie, sperimentare sapori, prodotti e cercare risposte alle sue domande, per poi tornare alle radici, alle sue montagne per dare vita a un’idea personalissima di cucina, la cui anima si può sintetizzare in tre parole: rispetto, coraggio e natura. Una proposta gastronomica che all’uso del foie gras risponde con 25 tipi di carote, resina di pino mugo, molteplici erbe alpine, tutti prodotti autoctoni della montagna che Norbert valorizza con leggerezza e grande curiosità. Una semplicità che racconta emozioni, densità di valori e la ricerca costante di un cuoco che non sta bene nella routine ma ama il rischio di fare, vedere e creare cose nuove. Elemento distintivo che sicuramente avrà colpito gli ispettori della blasonata rossa.

Un’idea di cucina e un progetto.

L’impegno dello chef Norbert non si esaurisce dietro ai fornelli: nasce dalla sua iniziativa il movimento Cook the mountain”, che unisce a livello globale tutti coloro che si occupano di valorizzare il territorio alpino, non solo cuochi, ma anche agricoltori, allevatori, produttori. Inoltre da qui anche l’idea di promuovere la territorialità e l’eco-sostenibilità dell’alta cucina oggi con il convegno “Care’s: the etichal chef’s day” (prossima edizione 14-17 gennaio 2018), nato per discutere e sensibilizzare sul futuro della gastronomia e sulla necessità di una ristorazione sempre più rispettosa del prodotto, della sua territorialità e dei suoi ritmi, con la presenza dei maggiori attori del settore. Perché la sostenibilità si fà, ma è anche estremamente importante saperla comunicare per poter coinvolgere, condividere e crescere.

Il nuovo tre stelle d’Italia sembra quindi diventare il simbolo della direzione dell’alta cucina e della figura dello chef oggi, capace di diventare guida, trasmettere valori e comunicare un’idea, creando sinergie per diffondere messaggi importanti, che in questo caso parlano di evoluzione e sostenibilità.

 

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