Grandi classici rivisitati, esperimenti arditi e accostamenti insoliti. Gli chef di Delizialy amano dipingere i propri piatti con un tocco originale, per raccontare attraverso il cibo una storia fatta di gusto, sapori e colori, siglati con la loro firma. Giocare con le materie prime e con la tradizione, conoscere e padroneggiare alla perfezione i prodotti, le tecniche di cottura, le ricette classiche, per poi creare qualcosa di nuovo e sperimentale.

Picasso non aveva certo difficoltà a disegnare un volto o un paesaggio così com’era, semplicemente credeva fermamente che l’arte dovesse esprimere una personale visione del mondo e non soddisfare un semplice fattore estetico. La stessa ricerca si può traslare al mondo della cucina d’autore, dove il talento culinario si esprime nella capacità di valorizzare i prodotti creando sapori e profumi sempre nuovi e riconoscibili.

Per esaudire la vostra fame di nuove scoperte abbiamo selezionato per voi alcuni degli esperimenti culinari più curiosi tra i menu inediti che gli chef hanno proposto su Delizialy.

I paradossi gastronomici sono la chiave di lettura del menu inedito proposto dallo chef Marco Ambrosino, che si esprime attraverso contrasti concettuali tra ingredienti molto diversi per raccontare il Mediterraneo. Così il suo talento eticamente avanguardista apre l’originale percorso gourmet “Paradosso Mediterraneo” con quello che lo stesso chef definisce un ossimoro gastronomico a base di “pomodoro, mandorla, tartufo nero, limone”. Una creazione sperimentale che unisce quattro elementi apparentemente inconciliabili, che raggiungono una nuova inattesa armonia nel gusto grazie all’abilità e alla propensione dello chef Ambrosino di comporre fuori dagli schemi.

 

La tradizione nipponica è varia e ricca e anche se spesso per i milanesi fa rima esclusivamente con sushi e sashimi, non è in questo binomio che si racchiude la storia del Giappone, che vanta un arsenale culinario pieno di sorprese. Per questo lo chef Masumi Eki del nuovo ristorante Tokyo Table ha deciso di raccontare cosa c’è “Al di là del sushi” con un percorso che declina la ricette classiche del suo paese in un originale formato otsumami (ovvero tapas) e vi farà scoprire accostamenti per noi insoliti ma tipici della cucina giapponese, come i contrasti di temperatura che caratterizzano l’Uzaku, una creazione a base di anguilla e cetriolo capace di creare piacevoli giochi sensoriali nell’accostamento tra ingredienti caldi e freddi.

Lo chef Francesco Costanzo attinge dalla tradizione culinaria d’oltralpe per il suo piatto “alici e alghe in meurette di Moscato”, riproponendo una ricetta tipica francese in una personale rilettura che profuma di Sicilia. La salsa meurette, uno dei grandi classici della cuisine de pays a base di essenza di vino rosso, brodo di verdure ed erbe aromatiche solitamente abbinata all’uovo in camicia, viene variata nella creazione dello chef Costanzo utilizzando un moscato siciliano per realizzare una versione nostrana più delicata, in grado di raccontare ed esaltare i prodotti della sua terra d’origine.

Scegliere uno e un solo piatto nel primo confronto dello chef Matteo Fronduti con un menu degustazione che si intitola “Qui non si scherza” e che fa dell’audacia il proprio mantra, non è impresa facile. Però a fronte di tante sorprese per il palato, il nostro colpo di fulmine gastronomico se lo aggiudica il rognone candito, succo di prezzemolo, gin, ricci di mare. Un piatto dove convivono terra e mare, cucina povera e gourmet, elementi collidenti esaltati attraverso le note secche del gin per un’esplosione armonica di sapori che stupirà i buongustai alla ricerca di nuove esperienze sensoriali.

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