Audantes fortuna iuvat.

Potrebbe essere sintetizzata in questa frase la storia dello chef Matias Perdomo, talento culinario dai tratti onirici che rappresenta il volto più innovativo degli chef protagonisti di Delizialy. Radici uruguayane, ambizione, spirito rivoluzionario e un percorso accademico nel mondo della cucina che inizia all’età di 14 anni. Un viaggio eclettico e per la maggior parte vissuto da autodidatta, che lo porta a confrontarsi con le esperienze più disparate fino ad approdare in Italia nella cucina del Pont de Ferr, che proprio grazie alla sua esuberante fantasia conquista nel 2012 la sua prima stella Michelin.

La cucina di Perdomo si compone di tre elementi fondamentali: il conforto della tradizione, che si riflette nella sovrapposizione tra le sue origini uruguaiane e gli influssi regionali italiani, l’aspetto ludico che mira a creare stupore attraverso combinazioni azzardate e la componente riflessiva che deriva dall’incontro tra le due precedenti. Elementi che raggiungono la loro massima forma espressiva nel suo regno gastronomico, che decide di aprire nel 2016 suscitando da subito grande attenzione e curiosità intorno a questo nuovo misterioso progetto.

Un cortile in stile vecchia Milano che si nasconde dietro un cancello dorato al numero 2 di via Meda, una location che un tempo ospitava la dimora del medico di quartiere, un sogno che prende forma dalla passione e dall’unione di tre amici: lo chef Matias Perdomo, il sous chef Simon Press e il maitre e sommelier Thomas Piras. Per tradurla in altri termini nell’ordine abbiamo Uruguay, Argentina e Italia, una formazione cosmopolita per un concept di ristorazione che punta tutto sull’azzardo attraverso la ricerca continua (e possibile?) dell’armonia nei contrasti. Da qui il nome, Contraste per l’appunto.

Dopo aver incrociato i loro cammini proprio durante l’esperienza al Pont de Ferr, i tre amici uniscono forze & ambizioni e decidono di abbandonare la “strada vecchia” per costruire un nuovo tempio del gusto, capace di rompere schemi e convenzioni nel mondo patinato della ristorazione milanese. Che il trio voglia stupire lo si capisce appena varcata la soglia di Contraste, basta alzare gli occhi al soffitto dove il fascino antico degli affreschi di un tempo convive e si sovrappone allo stampo moderno di eccentrici lampadari in silicone rosso, creando il primo contrasto visivo per l’ospite.

Ora passiamo al cibo. Che Matias sia un rivoluzionario e che la sua fantasia viaggi controcorrente è dato noto, che la cucina sensoriale sia una sorta di trend sulla scena milanese anche. Ma quello che si fa da Contraste va oltre e capovolge i paradigmi della ristorazione. L’idea di Perdomo è costruire un menu su misura per il cliente, che come uno specchio sia in grado di riflettere i suoi gusti, voglie e desideri. Una sorta di gastropsicanalisi? Non abbiate timore, nessun freudismo contemporaneo applicato al cibo ma solo un’alta dose di sensibilità sfoggiata dall’anfitrione Thomas Piras che indagherà le vostre sensazioni, stati d’animo, voglia di osare o inclinazione verso i dettami della tradizione per trasformarle in sapori, colori e profumi grazie all’immaginazione dello chef Perdomo.

E per stupire gli appassionati di cibo come te, in esclusiva per Delizialy aprirà le porte del suo Contraste domenica 2 aprile per una serata a base di “Otto Peccati Capitali”, un percorso gastronomico “vizioso” ad alto tasso di effetti speciali dove il gusto si fà tentazione con un peccato extra creato dallo chef Perdomo per “trovare equilibrio e armonia”, come la filosofia di Contraste docet.
Il timbro gastronomico è ludico e potrebbe lasciare interdetti. Non fidatevi dei vostri occhi, qui quello che sembra molto spesso non è. Emblematico il suo Donut alla Bolognese: dietro all’aspetto di quella che vi sembrerà una ciambella, in realtà si nasconde il massimo del comfort food, ovvero una rilettura della classica lasagna, rimaneggiata senza snaturare la sua anima.

Donut alla Bolognese che rappresenta il peccato capitale della Superbia, nel portare avanti le proprie idee.

Il viaggio tra i vizi si chiuderà con Pulp Fiction, dessert in formato splatter con citazione cinematografica inclusa, che rappresenta il più temibile dei peccati: l’ira.

Dessert Pulp Fiction che rappresenta il peccato capitale dell’Ira… perché finisci!

Unica regola della serata? Lasciare fuori le tensioni, la frenesia della metropoli e abbandonarsi completamente all’irresistibile immaginazione di Matias Perdomo per superare frontiere del gusto che stanno a metà tra realtà e finzione.

 

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